03/11/2010
DONI DELLA FEDE
Ciao a tutti carissimi, scriviamo qui di seguito una piccola riflessione sulla nostra esperienza a Manaus. L' abbiamo scritta in occasione dell' appuntamento mensile di Adorazione Eucaristica che si è svolta il 29 di ottobre a Trebaseleghe.
Cari amici di Trebaseleghe, siamo qui in occasione del mese Missionario a scrivere qualcosa sulla nostra esperienza di due anni e mezzo vissuti a Manaus in Brasile, dove siamo stati mandati come Fidei Donum (dono della fede) dalla Diocesi di Treviso nel gennaio 2008, realizzando per noi un desiderio che da anni era vivo .
Non è facile dire o riassumere in poche parole tutto ciò che abbiamo vissuto, è stato per noi questo tempo, un dono grande che il Signore ci ha fatto,nel quale ci siamo sentiti denudati delle nostre certezze, tempo in cui abbiamo sperimentato in profondità i nostri limiti, il nostro essere piccole creature impotenti. Siamo partiti senza pretese, solo con il desiderio grande di condividere noi stessi e la nostra vita e di donarci. Abbiamo così, anche con un’ iniziale paura e difficoltà, tentato di sentirci parte di quella realtà, abbiamo sentito su di noi la grande difficoltà di essere stranieri, a volte a disagio perchè giudicati da pre-concetti….un po’ alla volta abbiamo cercato di accogliere le diversità, abbiamo cominciato a lavorare nei progetti sociali per adolescenti e bambini dell’ Area Missionaria, e nelle pastorali,(familiare e del minore). Abbiamo pregato, mangiato, manifestato, giocato, gioito, pianto con questi fratelli che sono stati per noi Fidei Donum ( doni della fede ).
Abbiamo sperimentato che l’ unione tra noi, l’accoglienza delle diversità, la Fede e la ricerca costante di Dio è l’ unica forza, l’ unica certezza che può far tutto e trasformare tutto.
L’ esempio di fede e di speranza espressa nelle azioni di ogni giorno, che i nostri amici brasiliani ci hanno lasciato, è una ricchezza immensa.
Il loro affidarsi e ringraziare Dio per tutte le cose della vita quotidiana, non solamente nel momento del bisogno, ci ha fatto capire che noi siamo creature libere, amate e artefici della nostra vita, ma che la gioia piena, che tutti noi cerchiamo si può ottenere solo stando con Lui e non credendo di poter fare da soli, accogliendolo e rispettandolo perciò nei fratelli e nella natura.
Ciò che ci sentiamo di dire è di non pensare al missionario come ad un eroe che lascia tutto per aiutare i più “bisognosi”, ma tutti siamo chiamati ad essere missionari, in casa, al lavoro, in parrocchia in luoghi più lontani; noi siamo stati i primi ad essere bisognosi di questa esperienza
per tentare di migliorarci. Tutti noi cristiani abbiamo ricevuto col battesimo il mandato ad essere testimoni dell’Amore infinito di Dio, che ci insegna a servire gli altri.
I nostri fratelli più poveri materialmente, ci hanno mostrato una vicinanza a Dio molto forte e la loro spiritualità è una ricchezza infinita, non guardiamoli perciò con occhi pietistici ma come coloro che possono condividere molto di loro stessi.
Noi più ricchi materialmente e spesso apparentemente felici, non possiamo permetterci di vivere in pace, nel nostro egoismo e nella sete di benessere sfrenata, sapendo che in molti luoghi ancora, ci sono fratelli che soffrono ingiustizie, violenze, sfruttamento…
Ogni giorno di missione è stato un dono, a volte una gran sofferenza perché di fronte ai tanti disagi ci sentivamo impotenti.
Questa esperienza ci ha aiutato a comprendere che per andare incontro all’ altro, camminare con
l’ altro, lasciarci convertire dall’ altro, dobbiamo andare aldilà del nostro pensare, della nostra cultura, del nostro modo di vedere le cose, delle nostre convinzioni e cambiare un po’ alla volta, con l’impegno di tutti, questo sistema fatto di padroni e schiavi in un luogo dove tutti dovremmo essere fratelli. Grazie.
Gabriele, Loredana, Zaccaria.
09:53
Scritto da: lorigarizac
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
13/10/2010
bem vind@s de volta
CIAO A TUTTI, FINALMENTE SIAMO RIUSCITI A RIENTRARE PER POTER GESTIRE IL NOSTRO BLOG. AVEVAMO UN PO’ PAURA DI AVER PERSO TUTTO.
SIAMO RIENTRATI IN ITALIA IL 15 DI LUGLIO CON UN PO’ DI AMAREZZA E TANTA SAUDADE. IN BRASILE ABBIAIMO LASCIATO AMICI, LUOGHI, ABITUDINI CHE ORMAI ERANO ENTRATI A FAR PARTE DELLA NOSTRA VITA… ERA DIVENTATA CASA NOSTRA.
SIAMO RIENTRATI IN QUESTA TERRA DOVE SIAMO NATI E CRESCIUTI MA CHE ORA CI SEMBRA NUOVA E LA FATICA CHE ABBIAMO VISSUTO IN BRASILE PER AMBIENTACI E ACCOGLIERE LE SITUAZIONI LE STIAMO VIVENDO ORA QUI IN ITALIA. SEMBRA STRANO MA CI SENTIAMO UN PO’ STRANIERI.
BE'! VI TERREMO INFORMATI SULLE NUOVE VICENDE E PER CHI CI VIENE A VISITARE…. BEN VENUTI.
Um abraço
09:25
Scritto da: lorigarizac
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
20/12/2009
Lettera di Natale 2009
Desideriamo anche quest’anno porre i nostri saluti a tutti voi, amici e amiche che ci sostenete in questa camminata.
Anche quest’anno l’idea guida per il lavoro pastorale della chiesa Brasiliana – e quindi anche della chiesa di Manaus – ci è stata consegnata attraverso la Campagna della Fraternità che ha come tema: “Fraternità e sicurezza pubblica” e come slogan “La pace è frutto della giustizia” (Is 32,17).
È stato un anno di lavoro, di studio e di riflessione nelle varie comunità della nostra Area Missionaria e nel Movimento Comunitario Vida e Esperança (MCVE).
È maturata la convinzione che la sicurezza garantita più che da mezzi più o meno violenti (sistemi di sicurezza, allarmi, armi, ecc.) da una seria educazione alla pace, alla misericordia, alla giustizia e alla non violenza attiva. Così recita il Testo Base della Campagna: “La non-violenza è uno dei mezzi più importanti a disposizione di tutti per rompere la cultura di guerra, della vendetta e dell’odio, sostituendola con la tolleranza, con il dialogo e con la misericordia come cammini per superare tutte le forme di conflitto”.
Proprio in quest’anno dedicato a questa tematica abbiamo vissuto in prima persona e assieme alla nostra gente, la perdita drammatica di un nostro amico, padre Ruggero. Ci stiamo ancora interrogando sul perché di tutto questo, di tutta questa violenza che continua a rimanere dentro i nostri quartieri. Quasi ogni settimana succede un gesto violento, una violenza gratuita, con il poco rispetto del valore della vita e aggravata da una buona parte della polizia e del potere giudiziario corrotti e quindi con poco interesse nel ricercare la verità nelle indagini assicurando alla giustizia i colpevoli.
Tutto questo nasce da un contesto di povertà concreta e interiore, con alto traffico di droga, di prostituzione infanto-giovanile, assalti a mano armata, e regolamenti di conti.
La mancanza di prospettive, di possibilità di futuro fa scegliere il mezzo più facile per avere quei soldi che lo stile consumista impone.
Come Area Missionaria, ritrovandoci in questo contesto desideriamo riflettere in questo Avvento insieme alle nostre 11 comunità, cercando nella Parola di Dio una luce e una speranza per la nostra vita. Dio, che sempre ascolta il grido dei suoi figli e figlie non potrebbe scegliere un modo differente per entrare nel mondo a non essere la condizione di vita della maggioranza degli abitanti di questo pianeta, la povertà assieme alla dimenticanza e al poco interesse dei ricchi e dei potenti. Dio fa valere la sua forza e onnipotenza agendo attraverso i poveri e i deboli: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25).
Dio chiama i suoi amici, discepoli e collaboratori non a partire dalle forze e capacità personali ma dalla disponibilità di entrare in un progetto maggiore di quello che potrebbe realizzare le semplici forze umane. La apparente debolezza a mancanza di sicurezza degli uomini diventa il luogo della salvezza di Dio.
Tutto questo lo notiamo concretamente nella nostra gente: la voglia di lottare per una città migliore (la manifestazione del “Grido degli esclusi”, la camminata per la pace realizzata nel quartiere di S. Etelvina dove viveva padre Ruggero), tutte le attività pastorali che accompagnano i bambini, i giovani, gli adulti, gli anziani e ammalati, la gioia della celebrazione di un matrimonio comunitario con 7 coppie, il desiderio di stare assieme delle nostre comunità…
Per il futuro, nell’Assemblema Pastorale dell’Area Missionaria, realizzata con i rappresentanti dell 11 comunità e della varie pastorali, sono emerse le linee guida per il prossimo anno:
a livello personale l’iniziazione cristiana degli adulti – anche se già battezzati! – con la formazione biblico-liturgica; a livello comunitario la “Pastoral do Conjunto” per una collaborazione più profonda tra le varie pastorali; a livello social la formazione fede e cittadinanza per una responsabilità socio-politica attiva.Sono spiragli di luce che ci fanno guardare con fiducia a questo bambino Gesu’ che non si stanca mai di ricordarci quanto ci ama.
Tantissimi cari auguri Padre Stefano, Padre Lorenzo, Loredana Gabriele e Zaccaria.
21:45
Scritto da: lorigarizac
| Link permanente | Commenti (7)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook