Lettera IN ONORE A RUGGERO

Una lettera importante per non lasciare la morte di questo nostro compagno cadere semplicemente nella routine della violenza urbana.

ANCORA UNA VITTIMA DEL CRIMINE ORGANIZZATO A MANAUS

Nel pomeriggio caloroso di questo giorno, 20 di settembre, migliaia di persone, tra lacrime e canti, hanno dato l’ultimo addio a Don Ruggero Ruvoletto. Il missionario di 52 anni della Diocesi di Padova, codardemente ucciso da un tiro certo, precedentemente organizzato, nel giro della “bocca di fumo”, del crimine organizzato di uno dei quartieri piu’ violenti della periferia di Manaus. Nella mattina del giorno 19 di settembre, il suo sangue profetico bagno’ la terra dell’ Amazzonia. L’ultimo gesto coraggioso di P. Ruggero e’ stato stampato nella copertina dei giornali della citta’: in ginocchio davanti al suo piccolo letto, offriva a Dio, in preghiera, i suoi ultimi minuti di vita. Una vita marcata per la missione coraggiosa, insieme ai piu’ poveri ed esclusi della societa’. Da quando arrivo’ in Amazzonia, nell’inizio del 2008, P. Ruggero inizio’ la sua camminata di oblazione. Con la sua storia di missionario, con la sua opzione evangelica per i piu’ poveri e dimenticati del nord est Brasiliano, a Manaus, e’ stato destinato ad una regione della periferia della citta’. Qui’ incontro’ molti agenti di Pastorale ansiosi del suo saggio aiuto. Incontro’ anche molte sfide pastorali ed un silenzio della popolazione in relazione all’ attuazione del crimine organizzato del traffico di droghe nella regione.  La sua missione all’inizio si sviluppo’ timidamente, in un processo intenso di visita alle famiglie, di ascolto, di apertura al nuovo. Frequentemente sollecitava aiuto, nei nostri dibattiti sociologici, per comprendere meglio la dinamica della citta’.Voleva conoscere di piu’ sugli indigeni i riberini, capire perche’ continuano a migrare verso la periferia della citta’.Presto capi’ che l’Amazzonia vive uno storico di assenza dei poteri pubblici nei municipi dell’interno e centralizza tutti i beni e servizi nelle capitali, principalmente nella citta’ di Manaus, con il suo fantasmagorico progetto di Zona Franca che canalizza tutti i capitali federali per una elite dell’industria di montaggio. Per questo questa realta’ marcata dall’esodo rurale, dal crimine ambientale, dai conflitti agrari e dalle occupazioni urbane, indicano il grande deficit di politica pubblica: per la casa, l’educazione, l’impiego e la sicurezza.La sua presenza simpatica ed accogliente lo aiuto’ a creare rapporti di amicizie e compromessi.Sempre preoccupato con le questioni sociali, suggeri’ l’organizzazione di un calendario permanente di dibattito sopra la situazione delle varie comunita’ dell’Area missionaria Immacolato Cuore di Maria, (AMICOM). La sua intuizione profetica motivo’ varie iniziative, da parte di leader delle comunita’ e di movimenti sociali, nella creazione di uno spazio di formazione permanente di leaders, come : la scuola di fede e cittadinanza che si apri’ anche ad altre aree missionarie.Presto comincio’ ad accompagnare l’ organizzazione pastorale di altre aree missionarie della zona nord della citta’. Comincio’ ad appoggiare gli organismi diocesani, legati alla dimensione missionaria e le Comunita’ ecclesiastiche di base. Con una pratica liturgica molto sensibile ed inculturata, faceva delle celebrazioni eucaristiche momenti forti di celebrazione della vita, della speranza e del compromesso col vangelo.Nelle riflessioni con i gruppi nelle comunita’ o con le famiglie, sotto gli alberi, o nell’ area esterna delle piccole case, era sempre attento alle parole delle persone. Le sue parole davano una nuova aria e facevano tornare il popolo ad avere speranza, in una realta’ marcata dalla violenza e dall’assenza della politica pubblica. Dopo varie riunioni e dibattiti, insieme con gli agenti di pastorale, scrissero una lettera di denuncia che e’ stata letta e  contemplata nelle varie comunita’ . Nella lettera c’era il clamore del popolo che non sopporta piu’ tanta violenza che e’ il risultato del traffico di droghe nella regione. Denunciava l’assenza della politica pubblica nell’educazione, nel trasporto collettivo, nell’assenza di acqua e tante altre deficenze da parte del potere pubblico. Con questa lettera di denuncia in mano, il popolo si organizzo’, nel mattino del 15 agosto le strade del bairro di Santa Etelvina sono state riempite di canti e frasi di protesta. Una manifestazione pacifica di centinaia di persone chiedendo l’esercizio pieno della cittadinanza. Questo giorno marca la fine del silenzio e della paura storica degli abitanti di questo quartiere. Durante la camminata , P. Ruggero, l’uomo della parola, non ha fatto uso del microfono. Sotto un sole di 40 gradi accompagno’ tutto in forma molto discreta , fotografando e distribuindo foglietti ai curiosi che uscivano dalle porte per vedere il popolo passare. In un certo momento quando alcune persone gli chiedevano di parlare al microfono, si avvicino’ e mi disse: “ Marcia, sto’ pensando che e’ meglio che non parli perche’ ho gia’ visto passare alcune persone legate al traffico di droga che mi minacciarono e mi consigliarono di lasciare queste denunce da parte. Io ti garantisco che non smettero’ di lottare, perche’ non e’ piu’ possibile restare in silenzio difronte a tanta violenza ed ingiustizia. Non sopporto piu’ sentire tante mamme disperate con i propri figli nella droga, senza poter fare niente. So’ che e’ pericoloso, ma non ho paura”. E’ stata una delle ultime converse che ho avuto con lui. Una settimana dopo passo’ in casa mia, dopo la celebrazione e commento’ che stava animato con la ripercussione della lettera e della manifestazione. Nuovamente affermo’ che si sentiva minacciato da persone legate al traffico di droga del quartiere di Santa Etelvina che attuavano anche nei quartieri vicini, specialmente nella Lagoa azzurra. Sembrava molto preoccupato, ma sempre convinto, riaffermava il compromesso con la causa della giustizia. Come sempre chiedeva alcuni orientamenti nel campo sociologico.Voleva capire perche’ la poca polizia che lavora nei quartieri della periferia non ispira la fiducia del popolo.Perche’ gli assalti agli onibus collettivi e residenziali continuano aumentando e perche’ il 12 esimo distretto di polizia del quartiere continuava disattivato. Commento’ sopra l’alto indice di assassinati nel quartiere quasi tutti legati al traffico di droga. Era molto preoccupato, soprattutto per i giovani, vittime della droga e della prostituzione. Quando se ne stava andando chiesi delle minacce, mi guardo’ sereno e sorridendo mi disse:” sono tranquillo, so’ che questo tipo di gente, quando vuole uccidere, non manda avvisi”. Nelle settimane seguenti continuo’ pronunciandosi sulla necessita’ di organizazzione del popolo, pero’ era piu’ discreto del solito, puo’ essere perche’ aveva percepito di dover avere piu’ cautela,  che stava avendo a che fare con grandi trafficanti ed anche gente della polizia. Dopo il suo assassinio la polizia lavora con il sospetto di furto, puo’ essere che vogliano seguire questa versione per non avere molto lavoro con le investigazioni, molte persone credono in questa versione, forse perche’ sono abituati a credere a tutto cio’ che la polizia dice, moltissima altra gente non crede in questa manipolazione. Il popolo sa la verita’, puo’ essere che abbiano paura di dire, ma per certo sa che non e’ stato per un furto: puo’ essere che e’ stato contrattato un ladruncolo per sparare il tiro certo, ma tutti sanno che dietro ci sono i capi del traffico che si sentirono incomodati dall’ attuazione di P. Ruggero.Da quando si diffuse la notizia, la comozzione coinvolse tutti. Centinaia di persone durante tutto il giorno di sabato organizzarono il luogo della veglia, prepararono cartelloni di saluto, provarono i canti e gli ultimi saluti. L’ arrivo del corpo genero’ grande commozione in tutti. Durante tutta la notte del sabato,e la mattina della domenica, le comunita’ si unirono per dare il loro ultimo saluto. Alcune persone sono venute da lontano, portando fiori del loro giardino, come si costuma qui’. Una giovane chirichetta porto’ petali rossi e li sparse intorno alla cassa. Piangeva e parlava piano con lui, sicura di essere ascoltata. Gli anziani si avvicinavano e lo chiamavano “caro figlio”. Sono state numerose le dimostrazioni di affetto ed emozione. Durante la celebrazione un gesto molto forte: sacerdoti rappresentanti, nel momento dell’offertorio alzarono la cassa con dentro P. Ruggero e lo offrirono all’altare dell’immolazione. Nelle parole e nei cartelloni era il clamore per la giustizia. Fino all’ora del saluto, il popolo continuo’ a cantare” se faranno tacere la voce del profeta, le pietre parleranno!”. Tutti i momenti di preghiera e celebrazione, sono stati marcati da molti gesti che parlavano da soli e da musiche allegre e ben cantate, seguendo il ritmo delle acque dei rii e della sinfonia della foresta e delle cose belle dell’Amazzonia. All’inizio di questa mattina, un segnale importante indicava che “ i semi che sono caduti per terra, presto cresceranno”.Gli agenti delle pastorali dell’ area missionaria ed i leaders dei movimenti sociali, si riunirono e formularono un volantino, esigindo giustizia. Divisero i compiti ed in poco tempo era gia’ pronto, dostribuito invitando tutti, per il giorno dopo della celebrazione del settimo giorno, ad una manifestazione per la pace.Si riassume in queste parole il volantino:” che la morte di Padre Ruggero, non sara’ invana”, per questo gridiamo, basta con la violenza! Vogliamo pace ed azione energica del governo che e’ incompetente e bugiardo, che continua a dire che dobbiamo grazie a lui essere orgogliosi di essere Amazzonensi.Non resta che dire che P. Ruggero e’ un martire dell’ Amazzonia e che la sua lotta continuera’ con la voce di tutti quelli e quelle che scoprirono che la sua speranza sta nella forza dell’unione. Queste persone nessuno le terra’ ferme. Questo sangue derramato di questo profeta bagna la terra dell’ Amazzonia e produce molti frutti di giustizia.

Manaus 21 settembre 2009. Marcia maria de Oliveira ( sociologa e professoressa in societa’ e cultura nell’ Amazzonia. Coordinatrice del dipartimento di educazione del servizio di azione, riflessione ed educazione sociale, Membro della direzione del sindacato dei sociologi dell’Amazzonia).

Lettera IN ONORE A RUGGEROultima modifica: 2009-09-26T22:30:20+00:00da lorigarizac
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3 pensieri su “Lettera IN ONORE A RUGGERO

  1. ciao Ragazzi,
    vi ho mandato un sms nei giorni immediatamente successivi al fatto, ma presumo non vi sia arrivato, . Mi dispiace per non essermi fatto sentire prima, ma le cose da fare a volte ti fanno dimenticare i rapporti….. Almeno le preghiera reciproca ci possa tenre vicini…. un saluto particolare anche a padre Stefano e a Padre Lorenzo
    ciao
    d Francesco Filiputti

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